Image Module


 

Comunicato 16.10.2020 FIRCALABRIA

La pubblicazione del nuovo Decreto del Presidente del Consiglio contenente le normative in materia di contenimento della pandemia da COVID-19 ha ulteriormente rimodulato lo scenario già articolato e complesso della Stagione Sportiva 2020/2021, facendo vacillare le precarie certezze dei non addetti ai lavori e rendendo ancor più ardua la missione di chi fa dello Sport la propria vita, impegnandosi strenuamente nella promozione delle varie discipline.

 

Il DPCM del 13.10.2020 tutela lo sport professionistico e dilettantistico, limitando di fatto solo le attività amatoriali: all’art. 1 comma 6 lett. g si legge, infatti, che «lo svolgimento degli sport di contatto […] è consentito da parte delle società professionistiche e - a livello sia agonistico che di base - dalle associazioni e società dilettantistiche riconosciute dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), dal Comitato Italiano Paraolimpico (CIP), nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, Discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi», ciò vuol dire che tutte le attività - siano esse allenamenti, campionati o tornei - svolte da ASD/SSD regolarmente affiliate alla propria Federazione di appartenenza e iscritte al registro CONI hanno non solo la possibilità, ma l’obbligo morale di andare avanti e garantire ai propri tesserati il benessere psico-fisico di cui sono naturalmente dispensatrici. Il Presidente della Delegazione FIR Calabria, Salvatore Pezzano, si è soffermato sulle criticità di questa stagione e sulle concrete difficoltà connesse all’emergenza epidemiologica, che sono andate ad aggiungere zavorre a situazioni già gravose: «purtroppo in questa settimana sì è fatta cattiva informazione, probabilmente anche a causa di informazioni incomplete promulgate dai membri del governo e distorsioni da attribuire ai Media, ma in questo periodo così delicato interpretare male anche la più banale delle norme può condannare un intero movimento sportivo. Il Rugby è uno sport di contatto - e già per questo spaventa chi non ne conosce i fondamenti e si ferma all’apparenza - ma i protocolli emanati da FIR, e dunque nazionali, attivi dalla primavera e costantemente aggiornati, consentono ad atleti e tecnici di praticarlo in piena sicurezza. Le Società applicano rigide misure di prevenzione, quali ad esempio la cura nel lavaggio delle mani, l’utilizzo obbligatorio della mascherina negli ambienti antistanti il rettangolo di gioco, la rilevazione della temperatura all’ingresso degli impianti sportivi, l’igiene degli spogliatoi, affrontando anche ingenti spese di adeguamento e messa in sicurezza degli spazi e delle strutture; a ciò si aggiunge, come prerogativa per proseguire l'attività agonistica, l’esecuzione dei test sierologici da parte di giocatori e staff. Nonostante il momento critico, dunque, le società si stanno sobbarcando anche questi oneri per la tutela dei tesserati. Sarà sicuramente necessario tanto lavoro e un pizzico di creatività quest’anno affinché i campionati o, semplicemente, le sessioni di allenamento possano avere il proprio corso, ma è quanto mai necessario buon senso, prudenza e informazione». La nota del Delegato FIR calabrese pone l’accento sulla capacità di adattamento e sacrificio del movimento ovale, dissipando definitivamente le ombre che il termine “amatoriale” aveva gettato sull’operatività dei Club, soggetti al rigido protocollo federale ma non alle limitazioni del DPCM governativo.

 

 

download

 

DPCM del 13.10.2020

 

download

 

DIPARTIMENTO DELLO SPORT - Decreto del 13.10.2020

 

 

 

 

Pin It